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  • Abruzzo Turismo: il sito di Abruzzo Promozione Turismo, l'agenzia regionale del settore.

 

Etimologia:

La prima parte del nome deriva dal latino collis che significa altura, mentre la seconda dal latino macina.[2]

 

Storia:

Le prime notizie storiche certe sono da ricercare nei registri angioini del 1269 qualdo il paese fu feudo delle famiglie Galgano e Oderisio di Acciano.[2] In seguito il paese passò al feudo dei Biondo, poi dei Cantelmo, di Tiberio d'Ugno di Guardiagrele, conte di Vallefredda e di Acquaviva, poi il paese fu dei conti Bartolani, i quali trasformarono il castello in palazzo residenziale mantenendo originario il portale del XVI secolo. Nel XVIII secolo Colledimacine fu dominio della signoria di Don Domenico de' marchesi Trasmondi. che risiedevano a Sulmona.[3]

Colledimacine è tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione perché è stato insignito della Croce di Guerra al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale.

 

Monumenti e luoghi d'interesse:

  • Ex-chiesa di San Rocco e relativa torre dell'orologio o campanaria. È sito in Piazza Barbolani di fronte al palazzo che dà il nome allo spiazzale. Attualmente la chiesa è residenza dell'arciprete. Mancano fonti che provano l'edificazione dell'edificio. Tuttavia un'iscrizione sulla torre prova la sua fondazione nel 1874, la chiesa, invece, pare avere aperture e portali di origine medioevale. Le pareti sono in pietra calcarea smussata mentre i cantonali sono in conci di pietra. Il portale in pietra lavorata ed i resti delle monofore siti sull'originaria facciata della chiesa attestano che l'abitato sia abitato già dall'epoca medievale.[4]
  • Chiesa di San Nicola di Bari. È sita a ridosso del Palazzo Barbolani. Varie ipotesi fanno presupporre che l'edificio sia stato costruito nel XVIII secolo. L'ingresso è preceduto da una grande scalinata d'accesso. La facciata principale è a struttura a capanna. Sopra il portale vi sono uno stemma ed un'apertura circolare. L'interno è a tre navate, di cui la navata principale è con volte a botte e lunette in corrispondenza dei collegamenti con le navate laterali. L'abside è posto in fondo alla navata centrale. All'interno, inoltre, vi sono le statue della Madonna delle Coste, di San Nicola e di sant'Emidio.[5]
  • Palazzo Baroni Barbolani. È sito nella piaza eponima. L'edificio è composto di due blocchi disposti a forma di "L". L'orografia del luogo determina un dislivello così pronunciato che la facciata principale è suddiviso in tre livelli mentre il resto del corpo di fabbrica è suddiviso in due. Il fabbricato è costruito sui resti dell'antico castello bedievale. Il nuovo stabile viene fatto risalire al XVIII secolo anche se il primo documento che descrive questa costruzione è un documento di proprietà del 1875. Durante la seconda guerra mondiale un bombardamento causò dei seri danni all'edificio. L'impianto originario è molto rimaneggiato causa delle varie perdite della struttura. La facciata è suddivisa in quattro assi. Il palazzo è realizzato con pietra calcarea e scaglie e pezzi di laterizio come rifiniture. I vari piani sono scanditi all'esterno con delle cornici marcapiano. In alcuni punti vi sono delle decorazioni che ricordano i triglifi. Nella facciata retrostante vi sono dei ruderi di una costruzione addossata al palazzo baronale, segno che le modifiche della villa baronale hanno eliminato alcune strutture dell'impianto originario. Altri resti del primitivo impianto presentano elementi fortificati.
  • Fonte Comunale. È sita in Via Roma. È costituita da due livelli: il corpo con le cinque cannelle e il vano lavatoio. La parte superiore è stata recentemente restaurata, la parte inferiore, invece, versa in pessime condizioni. Il blocco con le cannelle è in laterizio con, in cima, un coronamento lapideo.

 

Feste ed eventi:

11 agosto: festa di San Mariano